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Gorizia sotterranea: le cripte di Sant'Ignazio


Nascoste sotto la maestosa Chiesa di Sant'Ignazio a Gorizia si trovano le cripte, un luogo ricco di storia e memoria che racconta le vicissitudini di secoli passati. Questi sotterranei, utilizzati fin dal 1700, sono diventati la dimora ultima di numerosi esponenti del clero, i cui nomi, ruoli e date di morte sono accuratamente incisi sulle pareti accanto ai loro loculi.

Durante l'epidemia di peste che colpì Gorizia, le cripte diventarono il luogo di riposo di molte vittime. Per far fronte al numero crescente di defunti, vennero create piccole nicchie laterali, testimonianza silenziosa di una tragedia che ha segnato profondamente la comunità.

Durante la guerra, le cripte assunsero una nuova funzione: rifugio sicuro per i cittadini spaventati dalle bombe e dalle violenze esterne. Purtroppo, questo periodo segnò l'inizio di una sgradita trasformazione, con le pareti delle cripte "imbrattate" da scritte a matita, testimonianza della paura e dell'incertezza di quegli anni tumultuosi.

Gli anni '80 portarono con sé una nuova minaccia per queste cripte storiche. I lavori di ristrutturazione e l'installazione del riscaldamento, sebbene mirati a garantire la conservazione della chiesa, si trasformarono in un atto di distruzione irreparabile. La scala di accesso settecentesca, che un tempo collegava il mondo sopra con le profondità delle cripte, fu sacrificata senza pietà.

In quel periodo, la mancanza di una legge di tutela dei beni culturali rendeva queste azioni praticamente inosservate. Solo nel 2004, una legge avrebbe potuto proteggere questi tesori storici da interventi così distruttivi.

Oggi, grazie all'impegno del gruppo di ricerca Seppenhofer e alla proloco di Gorizia, le cripte sono visitabili circa due volte all'anno. Tuttavia, il desiderio per il futuro è di trovare i fondi necessari per restituire a questa bellezza storica la sua grandezza originaria e renderla accessibile al pubblico in modo più regolare.

Le cripte sotto la Chiesa di Sant'Ignazio sono un tesoro che aspetta di essere riscoperto e preservato per le generazioni future, nella speranza che la loro storia continui a vivere nel cuore della città di Gorizia.

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