Durante il recente incontro dedicato al restauro delle anfore italiche, il dott. Massimo Fumolo e la dott.ssa Michaela Piorico della Società Friulana di Archeologia hanno presentato un affascinante excursus sul processo di restauro delle anfore, con particolare attenzione a un esemplare di tipo Dressel 25.
L’anfora in questione, di origine probabilmente egea e databile tra il I° e il III° secolo d.C., è un manufatto piuttosto comune, utilizzato principalmente per contenere vino e olio. La scoperta della sua identità ha suscitato l’entusiasmo del pubblico, e il dott. Fumolo ha illustrato il contesto di produzione delle anfore Dressel, la prima tipologia romana vinaria prodotta in diverse regioni italiane e diffusasi nel Mediterraneo.
Uno dei punti salienti dell'incontro è stata la presentazione della Carta del Restauro, redatta nel 1931, che stabilisce i principi fondamentali del restauro archeologico. Tra i principi principali spiccano:
1. Conservazione e Non Ricostruzione: Il restauro deve mantenere l’integrità dell’originale.
2. Identificabilità delle Parti Originali: Le integrazioni devono essere facilmente riconoscibili e differire nel colore rispetto alle parti originali.
3. Documentazione: È fondamentale mantenere un "giornale del restauro" per registrare le metodologie e i materiali utilizzati.
4. Reversibilità: Gli interventi di restauro devono poter essere annullati senza danneggiare l’oggetto originale.
5. Percentuale di Frammenti Originali: Le integrazioni sono consentite solo se si dispone di almeno il 51% di frammenti originali, una norma adottata dalla scuola italiana.
Il processo di restauro è stato descritto in diverse fasi:
Pulizia: Cruciale per rimuovere residui di terra e incrostazioni dalle fratture. Si consiglia l'uso di spazzolini e bisturi, evitando l'acqua su ceramiche fragili.
Assemblaggio: Identificazione e numerazione degli attacchi dei frammenti.
Incollaggio: Uso di colle trasparenti e reversibili, come il K60, per garantire una buona tenuta. Si raccomanda l’applicazione di Paraloid prima dell’incollaggio per proteggere l’oggetto.
Integrazioni: Realizzate con materiali come gesso alabastrino, per il quale è necessario un attento dosaggio e miscelazione con acqua.
Durante la dimostrazione pratica, i relatori hanno mostrato come integrare un'anfora Dressel 25 utilizzando fogli di cera odontotecnica, riscaldati per modellarne la curvatura. La preparazione di un impasto di gesso è stata eseguita con una proporzione di parti uguali, e il composto è stato steso con cura nelle fessure dell’anfora, seguita da lisciatura e colorazione.
Il convegno ha offerto uno sguardo approfondito non solo sulla storia delle anfore italiche, ma anche sulle tecniche contemporanee di restauro che preservano e valorizzano il nostro patrimonio archeologico. L’impegno nel restauro consente di mantenere vive le storie di questi manufatti, ricostruendo legami tra il passato e il presente.
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